31 Luglio 2010
Berlusconi: "Governo del fare, il resto sono chiacchiere", ma cresce la tensione nel Pdl

"Quattro provvedimenti contro tante chiacchiere. Nel corso di quest'ultima settimana il Governo ha ulteriormente rafforzato il proprio profilo riformatore". Silvio Berlusconi risponde al clima politico surriscaldato, le cui temperature sono andate aumentando esponenzialmente con la "cacciata" di Gianfranco Fini e la nascita del gruppo "ribelle" dei finiani all'interno del Pdl. Il premier rivendica la solidità e la concretezza del suo esecutivo: "E' stata approvata la manovra economica, che ha messo al riparo l'Italia dalle conseguenze più gravi della crisi economica e ha posto le condizioni dello sviluppo. Con la manovra sono state approvate, tra l'altro, le norme che consentono a chi vuole intraprendere di farlo senza dover ottenere le molteplici autorizzazioni preventive ora necessarie che vengono sostituite da una sola autorizzazione successiva. Il Senato - aggiunge - ha approvato anche con il concorso di una parte dell'opposizione, una riforma fondamentale della nostra università sulla base del merito e dell'ingresso di giovani docenti e ricercatori. Il Governo ha approvato poi un disegno di legge innovativo e liberale in materia cinematografica che permetterà di ridurre l'intervento esclusivo dello Stato, di incentivare l'apporto dei privati e di favorire perciò un maggiore grado di autonomia e di libertà della cultura. Abbiamo infine approvato il nuovo Codice della Strada entrato in vigore già venerdì, che consentirà di diminuire il numero degli incidenti e della mortalità sulle nostre strade". Ma la tensione resta altissima e sono molte le questioni attorno alle quali la maggioranza dovrà verificarsi, contando con attenzione voto per voto alle Camere.
Monitorate le presenze in Aula - Saranno monitorate le presenze in Aula, anche quelle di ministri e sottosegretari quando si vota, annuncia Berlusconi. Il premier avrebbe ribadito questo concetto a una cena con alcune deputate del Pdl, confermando più volte l'intenzione di dedicarsi alla riorganizzazione del partito e all'attività parlamentare e di intensificare le riunioni con deputati e senatori. Infine, il Cavaliere avrebbe elogiato il lavoro delle parlamentari, sempre presenti in Aula.
Sfiducia su Caliendo primo banco di prova - I nuovi gruppi parlamentari finiani considerano "la mozione di sfiducia delle opposizioni al sottosegtario Caliendo presentata alla Camera il banco di prova per la maggiornza di Governo". Lo ha spiegato il neodeputato Fli Benedetto Della Vedova, il quale ha messo in chiaro: "Se si andrà al voto, si vedranno i numeri. Diversi finiani, al momento dell'avviso di garanzia che ha raggiunto il sottosegretario alla Giustizia nell'ambito dell'inchiesta sulla cosidetta P3 che lo ha visto per cinque ore sotto interrogatorio dai Pm di Roma, avevano invitato il sottosegretario alle dimissioni. Come avvenuto con l'ex ministro Brancher (condannato a due anni) e il sottosegretario Cosentino oggetto anche loro di mozioni di sfiducia delle opposizioni, dove l'ala del partito pro-Fini aveva avvertito che in caso di votazione parlamentare avrebesostenuto la mozione dell'opposizione. L'altra resa dei conti potrebbe avvenire quando riprenderà il dibattito e si andrà al voto attorno al Ddl sulle intercettazioni, la cosiddetta legge bavaglio.
Le trattative delle due fazioni - Se le dichiarazioni di Berlusconi tendono alla rassicurazione sulla tenuta del governo e quelle dei finiani continuano a seminare crepe nella maggioranza, al di là delle dichiarazioni alla stampa si lavora da una parte e dall'altra per consolidare il proprio partito all'interno del partito. Ma il gioco delle alleanze è tutt'altro che facile. 'Sono coniugato stabilmente e non cerco fidanzamenti'. Queste le parole di Pierferdinando Casini, leader dell'unione di centro, ai cronisti sulla possibile campagna acquisti di Berlusconi nell'Udc. "Sono sicuro che nessuno dei miei passerà con Silvio, siamo blindati, sebbene siano gli altri a bussare alla nostra porta" ha concluso Casini. Sul fronte di Rutelli le cose non vanno meglio: "Non c'è trippa per gatti" ha detto, sintetico e tranciante, il leader dell'Api.
Il Pd: "La maggioranza non esiste più" - "Berlusconi si rassegni: la maggioranza che lo ha eletto non esiste piu'. Venga in parlamento, ratifichi la crisi e dopo si apra una fase completamente nuova'". Il vicesegretario del Pd Enrico Letta rinnova la richiesta di una rapida parlamentarizzazione della crisi della maggioranza, convinto che la crisi di governo non sarà inevitabile e dovrà portare non ad elezioni ma ad un nuovo esecutivo di larghe intese che utilizzi lo scorso di legislatura per fare le riforme istituzionali più urgenti.
Di Pietro: "Subito al voto" - Rifiuta la logica delle larghe intese Antonio Di Pietro. L'ex Pm simbolo di Tangentopoli e leader dell'Italia dei Valori vuole elezioni anticipate. Subito. "E' un atto doveroso verso l'elettorato e le istituzioni" incalza Di Pietro, secondo il quale "Fini e Bersani possono costruire una maggioranza parlamentare che valga per un solo voto: quello della sfiducia al governo. Poi alle elezioni ognuno andrà per la propria strada".
Redazione Tiscali